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Brand Reputation: che cos’è ?

Pubblicato da il 20 Nov 2012 in News | 0 commenti

Brand Reputation: che cos’è ?

La brand reputation è essenzialmente la reputazione di un marchio agli occhi dell’utente/consumatore. È evidente che tale reputazione dovrebbe essere la più positiva possibile.
Nell’era informatica questo concetto sta diventando sempre più fondamentale perché, se fino a ieri lo scopo primario di un’attività commerciale era vendere, e ogni mezzo era consentito, oggi le cose non sono più così semplici.
Esistono infatti metodi, che illustreremo di seguito, che ci consentono di monitorare costantemente cosa pensano e dicono del marchio i nostri clienti.

Avere una buona brand reputation significa che i consumatori hanno fiducia nella vostra azienda, e che valutano favorevolmente l’acquisto di vostri prodotti o servizi.
Avere una cattiva brand reputation, al contrario, induce i consumatori a diffidare della vostra azienda e di essere titubante circa l’acquisto di vostri prodotti o servizi.
Normalmente le aziende sono solite utilizzare la pubblicità tradizionale e le pubbliche relazioni per plasmare la reputazione del loro marchio, ma oggi è molto più complicato impedire agli altri di danneggiare il vostro marchio, senza una accurata gestione della brand reputation online. Grazie alla crescita dei social media, le aziende stanno scoprendo che un errore potrà distruggere il loro marchio in pochi secondi.

Ecco tre esempi di marchi che hanno subito un colpo tremendo a causa dei social media:

1.     Kenneth Cole, Stilista di moda.

Durante le rivolte egiziane dello scorso anno, Cole ha twittato, nel tentativo di promuovere la sua nuova linea, ed è stato attaccato duramente per la sua insensibilità:

Kenneth Cole twit

Il tweet è stato rimosso e un lungo elenco di scuse è stato postato su Facebook, ma ciò non è stato sufficiente per risollevare la reputazione del marchio Kenneth Cole. L’account “parodia” su Twitter @KennethColePR e l’ hashtag #KennethColeTweeting collegherà per sempre il marchio all’incidente.

2.     Domino’s, Catena pizzerie.

Un annoiato gruppo di dipendenti di Domino’s Pizza ha caricato su YouTube una serie di video in cui giocavano con ingredienti alimentari che stavano per essere utilizzati nei pasti ordinati dai clienti.

Domino's Pizza

Il video è diventato virale, raccogliendo rapidamente più di un milione di visite, e alcuni dipendenti coinvolti hanno dovuto affrontare accuse penali. La dirigenza sperava che la controversia si sarebbe sgonfiata in breve tempo e ha fatto poco per comunicare quali misure Domino stava prendendo per porre rimedio alla questione su Twitter. Ciò ha portato i followers a chiedersi se davvero Domino avrebbe verificato questa situazione scabrosa, ed in seguito ha portato alla totale sfiducia dei consumatori e alla rovina del marchio.

3.     Marvin Austin, calciatore lega UNC (University of North Carolina)

Austin ha twittato una foto di una ricevuta della Cheesecake Factory a Washington, DC, dove aveva pagato una fattura di 143,00 dollari.

Marvin Austin

Quando i giornali locali hanno chiesto perché egli fosse a Washington e come fosse stato in grado di pagare il viaggio, i funzionari UNC si sono rifiutati di commentare. Il loro silenzio ha provocato un’indagine NCAA che ha scoperto nove violazioni NCAA tra cui prove di benefici illegali ricevuti e frode sportiva a carico del dipartimento sportivo dell’Università del North Carolina. La controversia ha portato alla sospensione del giocatore, dell’allenatore e aiuto-allenatore, le dimissioni del direttore sportivo, e la squalifica dal campionato per l’anno successivo.

In ognuna di queste situazioni, i danni alla reputazione del marchio avrebbero potuto essere ridotti al minimo se gli organi dirigenti avessero praticato una corretta gestione della brand reputation. Al contrario, ogni organizzazione ha permesso che contenuti potenzialmente dannosi fossero pubblicato on-line, e non si è mossa abbastanza velocemente per controllare le conversazioni/reazioni degli utenti e ridurre al minimo i danni. Di conseguenza, ogni reputazione del marchio di cui sopra ha subito un colpo mortale. I clienti di Kenneth Cole hanno giudicato il suo brand come insensibile, i consumatori della catena pizza Domino la reputano un marchio che permette ai suoi dipendenti di violare i codici igienici, e i giocatori di football della scuola calcio considerano il marchio UNC come mal programmato e mal gestito.

Non dovete aspettare che la vostra azienda commetta un passo falso nei social media prima di interessarvi alla gestione della reputazione online. I social networks, bacheche e siti di recensioni online, i vostri clienti e dipendenti potrebbero già danneggiare la reputazione del vostro marchio.

Brand Identity: cos’è?

Pubblicato da il 14 Nov 2012 in News | 0 commenti

Brand Identity: cos’è?

Brand Identity Letteralmente significa “identità del logo” ed è l’elemento principale dell’immagine aziendale.
È tutto ciò che l’impresa vuole che i consumatori percepiscano utilizzando i propri prodotti. È importante per l’impresa che la brand identity si avvicini il più possibile alla brand image.
In altre parole la brand identity esprime la percezione dell’immagine (giudizio) che il cliente/utente ha di un azienda/marchio.
Quindi l’immagine dell’azienda (Identity) è il veicolo attraverso il quale i clienti riconoscono e giudicano il marchio dell’azienda (Brand) ed i suoi prodotti.
Classici esempi sono, ad esempio, “la scatola blu della crema Nivea” o “la forma della bottiglia di Coca Cola”.
Cambiare forme e colori di tali marchi, pur se vecchi di decine di anni, comporterebbe un irreparabile perdita dell’immagine evocata nei confronti della propria clientela.

brand identity

In molti casi, l’omonimia tra prodotto e settore d’appartenenza, causa una perdita di “identità aziendale” e questo processo obbliga a cambiare nome ad un prodotto.
Esempio lampante è quello dell’azienda 3M produttrice dello “scotch”. Il nastro adesivo trasparente è diventato per tutto lo “scotch” e nessuno sta lì a controllare se è della 3M o di altre aziende.
Per cui la scelta di cambiare nome o logo ad un’azienda è una scelta da valutare con grande attenzione, per non rischiare di spostare quei sottili equilibri che regolano le dinamiche di mercato.

Oggi il consumatore è più attento e consapevole delle proprie scelte e ha dalla sua parte il web, potentissimo mezzo di informazione che gli permette di scoprire nei minimi dettagli cosa si nasconde dietro un brand e di condividere le proprie esperienze (anche negative) con altri utenti in vari gruppi di discussione.
Quindi, oggi più che mai, definire la propria brand identity è elemento prioritario nel dialogo tra l’azienda ed il consumatore, che dovrà sceglierla come punto di riferimento in un determinato settore.
La fase cruciale di questo processo sarà mantenere una certa coerenza tra ciò che si dichiara di voler fare e ciò che si fa realmente.

Per concludere, un’azienda moderna che vuole comunicare al suo pubblico il proprio messaggio, deve ritenere la costruzione della propria brand identity l’obiettivo primario.

Brand Equity: definiamo cos’è

Pubblicato da il 7 Nov 2012 in News | 0 commenti

Brand Equity: definiamo cos’è

Per Brand Equity si intende l’identificazione del valore di un marchio.

Si basa essenzialmente sull’idea che un marchio famoso sia in grado di generare più denaro con la diffusione di prodotti con questo marchio rispetto ad uno meno noto; i consumatori infatti ritengono che un prodotto con un marchio ben noto sia migliore di prodotti di marchi meno noti.

brand equity

Considerando che da sempre i professionisti del marketing ritengono che i marchi siano uno dei beni più preziosi che una società ha, ecco che la brand equity è uno dei fattori che possono aumentare maggiormente il valore finanziario che un marchio può generare per il suo proprietario.

Ufficio-Stampa.net sfrutta le proprie conoscenze professionali per valutare la vostra brand equity, comprendendo nella propria analisi elementi quali:

  • variazioni delle quote di mercato;
  • margini di profitto;
  • riconoscimento da parte dei consumatori di loghi e altri elementi visivi;
  • associazioni linguistiche del marchio da parte dei consumatori;
  • percezioni dei consumatori della qualità e altri valori rilevanti del brand.

In base a tale valutazione proporrà quali dovranno essere gli investimenti strategici per incrementare eventualmente tale brand equity e quindi migliorare enormemente la commercializzazione del marchio stesso, accrescendo i margini economici di profitto.

Brand Agency: cos’è in Italia

Pubblicato da il 7 Nov 2012 in News | 0 commenti

Brand Agency: cos’è in Italia

Per brand agency si intende un tipo di agenzia di marketing specializzata nella creazione e lancio di marchi aziendali.
Ufficio-Stampa.net crea, progetta e gestisce strategie di branding, gestisce campagne pubblicitarie ed altre forme di promozione.

brand agencyCome per le agenzie di pubblicità tradizionali, i clienti tipici delle agenzie di branding provengono da tutti i settori, tra cui imprese ed aziende, organizzazioni non-profit ed agenzie governative.
Potrete sfruttare la nostra brand agency per la produzione di una strategia di brand o, più semplicemente, per l’identificazione del vostro marchio, che potrà poi essere creato tramite una campagna di branding.

Con un’analisi di branding professionale la nostra agenzia definisce come una società appare ai propri clienti, come differenziare la società dai propri competitors, e comunica il valore univoco che la società fornisce all’esterno.